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La Banda musicale del 1934
Testi a cura di Giovanni Tordone  maggiori info autore

Benedetto Tatangelo è di natura mite e tranquillo e poi è paesano e pertanto, secondo il modo di pensare del primo cittadino, non in grado di garantire il rispetto e l'osservanza della disciplina e del buon comportamento dei componenti della banda. Viene convocato dal Podestà il quale gli assicura la continuazione della scuola di musica, mentre la direzione della banda potrebbe essere affidata ad altro maestro, maggiore garante della buona condotta dei musicanti. A Benedetto non rimane altro che dimettersi dall'insegnamento della musica ed anche dall'incarico di direttore del modesto concerto musicale. Essendo intendimento dei maggiorenti del paese di ricostruire un "gran concerto musicale", idoneo a mantenere gli intrattenimenti serali anche dei centri maggiori, per la nomina del maestro si fanno molti nomi, dai più prestigiosi ai giovani direttori emergenti e di sicuro avvenire. 
  
Qualcuno azzarda il nome del compositore Manfredo Siciliani notissimo, ormai, nella provincia di Roma, ma essendo anch'egli paesano e di carattere molto socievole, a giudizio dei maggiori responsabili, non sarebbe stato in grado di assicurare il rispetto delle norme del retto modo di agire dei bandisti ed in modo specifico dei suoi coetanei. Suggerito da alcuni vecchi musicanti, riaffiora il nome del maestro Carlo Alberto Scoppetta, del quale il podestà ha grande ammirazione avendolo notato dirigere la banda dieci anni prima. Egli viene rintracciato a Ventimiglia ed il suo ingaggio è immediato. Carlo Scoppetta, con la famiglia, si trasferisce a Balsorano a fine settembre dell'anno 1933. Gli viene assegnato un appartamento di proprietà comunale e fin dai primi giorni impartisce lezioni di musica a molti ragazzi e giovani, nella propria abitazione. Dimostra subito il suo ingegno nell'insegnamento e, nel giro di qualche mese, fornisce al Comune i nomi degli allievi ai quali occorre fornire gratis lo strumento musicale. Sulla scia dell'entusiasmo viene composto l'organico della nuova banda. 
  
Esso dovrà consistere in oltre cinquanta elementi per iniziare l'attività nella primavera successiva. Il comitato promotore effettua una pubblica sottoscrizione e tra i maggiori aderenti figura il dr. Francesco Norcia, farmacista locale, il quale contribuisce con lire duecento. Per l'acquisto degli strumenti, tutti nuovi, e degli altri attrezzi occorrenti, viene contattata, tra le altre, la ditta Giuseppe Caruana di Roma. Questa è disposta alla fornitura, anche con pagamento dilazionato in più anni, a condizione che il Comune si renda garante della solvibilità dell' organismo che deve procedere all'acquisto. La banda in formazione viene fatta aderire all'Opera Nazionale Dopolavoro, Sezione di Balsorano, ed è questo ente che si assume l'onere della compera a condizione che il ricavato dalle feste, detratte le spese vive come il trasporto ed altro, andasse tutto nel fondo "acquisto strumenti". I bandisti anziani si sottopongono al sacrificio di prestare la loro opera con metà remunerazione nelle feste fuori Comune e gratis nelle feste locali pur di poter far parte di una grande banda da giro; gli allievi non hanno diritto ad alcun compenso. 
  
Il podestà, o per dimenticanza o in buona fede, non adotta alcun atto deliberativo e il 18 agosto 1933, ordina con una semplice lettera la fornitura di oltre cinquanta strumenti musicali, tutti nuovi e di buona marca, i quali, pervenuti dopo un mese, vengono consegnati ai bandisti, nella sede comunale, con una grande cerimonia pubblica e con enorme felicità degli interessati e grande soddisfazione della cittadinanza. Nel mese di gennaio 1934, al maestro Scoppetta, oltre allo stipendio pattuito, vengono rimborsate anche centocinquanta lire "quale contributo, in parte, delle spese di viaggio sostenute per recarsi con la famiglia da Ventimiglia in questo Comune" (deliberazione commissariale n. 126 del 31.12.1933). Intorno alla banda è tutto un fervore di iniziative e di prestazioni. Si procede all'acquisto dei berretti necessari e della divisa di panno - di seconda mano - che i bandisti sarti adattano alla corporatura dei componenti. 
  
Nei locali del Dopolavoro si eseguono interminabili concertazioni serali che, a volte, si prolungano fino all'alba, ma nessuno è annoiato o si sente stanco. Furono messi in programma brani di Verdi, Mascagni, Bellini, Rossini, Tchaikovsky, Mussorgsky, ecc., mentre le marce era quasi tutte composizioni di Scoppetta, il tutto magistralmente interpretato come assieme e dai solisti. La notte del Capodanno 1934 il maestro suddivise la banda in cinque concertini allo scopo di portare la musica in tutte le case del territorio comunale. Fu un successo strabiliante da cui si ricavò la somma pari al pagamento di una rata degli strumenti. I più munifici furono i genitori degli allievi esordienti. 
  
Facevano parte della banda "gli anziani" Luigino Tuzi clarino sib., Giuseppe Bucciarelli clarino sib., Santino Tuzi clarino sib., Enrico Fantauzzi clarino si b., Pietro Norcia clarino sib., Giovanni Villa clarone, Dante Ruggieri sax soprano, Aquilino Tatangelo sax contralto, Alfonso Fantauzzi, sax tenore, Pasquale Villa sax baritono, Giorgi Luigi sax basso, Francesco Tullio flicorno contralto, Italo Tullio flicorno contralto, Sante Tullio tromba sib., Paolo Bucciarelli tromba basso, Luigi Margani tromba basso, Otello Tuzi como, Giose Di Mitri flicorno basso d'accompagnamento, Felice Buffone trombone d'accompagnamento, Luigi Fantauzzi trombone d'accompagnamento, Carlo Martinelli flicorno baritono, Saverio Di Mitri flicorno baritono, Felice Martinelli basso sib., Giovanni Martinelli basso sib., Giuseppe Tuzi basso sib., Michele Silvi tamburo e timpani, Umberto Tuzi cassa, Pasquale Tullio, piatti. Gli "esordienti" furono Geppino Villa flauto, Olimpio Villa clarino si b., Giovanni Bucciarelli clarino sib., Elio Tuzi clarino sib., Giovanni Fantauzzi clarino sib., Pietro Tuzi clarino sib., Tancredo Fantauzzi clarinetto mib., Francesco Fantauzzi clarone, Antonio Rossi sax soprano, Archimede Martinelli sax contralto, Antonio Antonini flicorno soprano, Angelo Troiani flicorno soprano, Arduino Tullio, tromba sib., Giovanni Tordone flicorno contralto, Antonio Santoro corno, Raffaele Norcia flicorno tenore d'accompagnamento, Eriche Fantauzzi flicorno basso d'accompagnamento, Enrico Tuzi trombone d'accompagnamento, Giovanni Bifolchi controbasso ancia, Aldino Fantauzzi timpani e tamburo, Felice Fantauzzi piatti. 
  
I "forestieri": Silvino di Trasacco flicornino soprano, Gino di Luco dei Marsi flicorno tenore, Arturo Sangermano di Sora clarinetto sib., Quirino Di Pede di Sora clarinetto si b., Francescuccio di San Vincenzo V. R. clarinetto sib., Carmine di Pede di Sora tromba sib. I solisti: Silvino flicornino soprano, Gino flicorno tenore, Francesco Tuzi flicorno baritono, Arturo Sangermano clarinetto concertista, Geppino Villa flauto, appena di dieci anni. Capobanda: inizialmente l'incarico lo rivesti Luigino Tuzi sostituito in seguito dal fratello Francesco Tuzi. Bidello Giovanni Fantauzzi; i più giovani: Giovannino Torne di anni 9 e mezzo, seguito da Geppino Villa di anni e qualche mese; il più anziano Luigino Tuzi di anni 60. 
  
Complessivamente la banda era composta di 56 elementi e l'età media di essi risultò di 30 anni. La prima uscita ufficiale avvenne in occasione della festa 3i S. Giorgio (23 aprile 1934) patrono di Balsorano e le prestazioni, nei paesi della Marsica, si susseguirono una dietro ; altra, riscotendo ovunque consensi ed entusiasmo. Mancava, però, una seconda divisa, di tela color cenere, da indossare durante i viaggi e nelle ore antimeridiane, leggii;4 altro per cui il podestà Persia con atto n. 65, del 7 luglio :934, approvato dalla Prefettura con molto ritardo e cioè il 4 dicembre 1934 deliberà a favore del Concerto musicale del Dopolavoro l'anticipazione di lire quattromila "da servire esclusivamente per completare l'attrezzatura g da restituire mediante sette annualità comprensive di solo capitale a decorrere dall'anno 1935". Tale somma, stante la lentezza prefettizia nell' approvare la deliberazione, fu anticipata personalmente dal benemerito podestà con ricorso ad un fido bancario. 
  
Le stagioni artistiche degli anni 1935-1936, pur se amministrativamente qualcosa non girava nel verso giusto, furono di grandi affermazioni. Da aprile a settembre e, particolarmente nei giorni di sabato e di domenica, la banda di Balsorano fu impegnata in paesi e cittadine delle province di L'Aquila e Frosinone, spingendosi anche nelle Marche e nel Casertano. Ed ovunque riscosse grandi consensi, applausi e fiori. Il complesso aveva assunto le caratteristiche di una vera e propria banda da giro, con nuovi repertori ed esecuzioni raffinate. Era entrato a far parte del complesso anche l'ex maestro Benedetto Tatangelo, al quale Scoppetta affidò l'incarico di vice maestro e la parte di clarinetto concertista. Ma il cambio del podestà locale, avvenuto a settembre dell'anno 1933, e l'aria di austerità per il clima delle guerre che si andavano profilando, bloccarono ogni cosa e spensero gli entusiasmi. Per il pagamento degli strumenti musicali, alla ditta Caruana, oltre l'acconto, fu corrisposto appena un anticipo sulla prima rata. 
  
I componenti della banda, esclusi i solisti, ormai suonavano gratis perché nel comitato di gestione incominciò a regnare molta confusione, con conseguenti minori entrate e maggiori spese. Ormai la gente è più portata verso gli ideali patriottici e, pertanto, si bada meno alle feste ed al divertimento. Avvengono i primi richiami alle armi e l'applicazione delle sanzioni economiche da parte di diciotto Stati esteri, invitano al risparmio e all'austerità. I bilanci dei comuni sono tenuti sotto stretto controllo da parte delle autorità tutorie e qualsiasi spesa non avente carattere di obbligatorietà non è ammessa. Al maestro Scoppetta viene corrisposto lo stipendio fino a tutto l'anno 1936 dopo di che anch'egli, per cavarsela, è costretto a chiedere l'arruolamento volontario nei territori dell'Africa Orientale Italiana.
  
La banda di Balsorano è ridotta al lumicino; senza maestro e con un organico di appena un ventina di componenti si adatta, per sopravvivere, alle piccole feste locali e dei paesi e casolari vicini. Alla casa musicale Caruana non viene più corrisposta alcuna somma ed ha inizio, intorno agli strumenti musicali, una grossa vertenza tra la fornitrice ed il comune di Balsorano nella quale sono coinvolti il prefetto, il Ministero dell'Interno, avvocati e autorità giudiziaria. Si accende anche una violenta disputa tra il podestà della ricostituzione ed il suo successore. La popolazione di Balsorano, malgrado le preoccupazioni e i disagi delle guerre in atto (Africa Orientale e Spagna) non sa rassegnarsi alla morte della banda. Vive giornate tormentose e di rabbia; stanno per tramontare le speranze di lavoro di tanti giovani i quali per qualche anno si sono dedicati completamente alla musica sperando in un avvenire migliore e sicuro. 
  
La ditta Caruana rivuole gli strumenti, ma i bandisti non vogliono riconsegnali. Approfittando della presenza nel paese della triste e odiata figura di un Commissario di P. S., inviato dal prefetto, il quale stava procedendo alla revisione dell'assegnazione delle casette asismiche costruite nel 1916 per i terremotati ed a cui fu affibbiato l'appellativo dispregiativo di "baraccaro", a costui viene affidato anche l'incarico di ritirare gli strumenti musicali in consegna ai componenti della banda. La reazione della popolazione locale rasenta la ribellione. I bandisti dopo la beffa di aver prestato la loro opera quasi gratuitamente per oltre due anni, ora si vedono privati dell'attrezzo entrato in loro possesso dopo aver riconsegnato il vecchio strumento di proprietà, avuto dal genitore o dagli avi. 
  
A questo proposito riteniamo di doverci astenere da ogni commento e lasciare al giudizio del lettore le valutazioni e le conclusioni, proponendo la lettura, sulla sconcertante e paradossale vicenda, dei seguenti documenti rinvenuti nell'Archivio di Stato di L'Aquila e trascritti integralmente. Si è ritenuto di incominciare con una missiva dell' avvocato della ditta fornitrice, diretta al Prefetto di L'Aquila, datata 28 marzo 1938 per meglio illustrare le fasi iniziali dell'intrigato e complesso fatto: "A S. E. il Sig. Prefetto di Aquila - Si ricorre a Vostra Eccellenza nel nome e nell'interesse del maestro sig. Giuseppe Caruana, proprietario della "Grande Casa Musicale" omonima, con sede in Roma, a via Alfredo Cappellini n.11 e si espone: II maestro Caruana trattò, nel 1933, la fornitura di istrumenti per il Civico Concerto Musicale di Balsorano e quel Podestà, a seguito delle trattative intercorse, in data 12 luglio detto anno, cosi gli scriveva (Allegato l'): n. di protocollo 1720 - Oggetto: Ordinazione strumenti - addi 14 luglio l933 - Spett.le ditta Giuseppe Caruana - Via Alfredo Cappellini 11 Roma - Richiamando la cartolina diretta al maestro di questo Civico Concerto Musicale comunico che quest'Amministrazione per lo strumentale da acquistarsi intende spendere circa L. 12.000 eseguendo i pagamenti nel seguente modo: all'atto dell'acquisto L. 1.000, l' rata maggio 1934 lire 4.000, 2' rata settembre 1934 L. 3.000, 3' rata maggio 1935 L. 4.000. 
  
Eventualmente saldo interesse al seftembre 1935. In caso di accettazione, vorrete rispondermi a tutto giro di posta ed io invierà subito il maestro per la scelta degli strumenti. Ossequi. Il Podestà f.to R. Persia. Da detta lettera chiaro emerge che il Caruana trattava col Comune e non con altri la vendita dello strumentale, per il Civico Concerto Musicale di Balsorano e che il Comune si assumeva l'obbligo di pagare, precisandone anche le modalità. Con successiva lettera del 18 agosto 1933, n' di protocollo 2016, il comune, e per esso il podestà, 'precisava ancora meglio le condizioni del contratto scrivendo quanto segue: "A conferma e chiarimento di quanto è stato oggetto delle trattative verbali intercorse fra V. S. e il rappresentante il Comune, nella persona del Signor Segretario Spani Tommaso, e il Signor Maestro Scoppetta Carlo, resta inteso: 1°) V. S. dovrà fornire gli strumenti elencati nell'acclusa nota. 2°) La garanzia degli strumenti varrà per due anni dal ricevimento. 3°) Qualora qualche strumento non fosse di pieno gradimento del maestro, dovrà essere cambiato, pur non presentando difetto o segno di degradazione".
  
 "L'ordinazione presente sarà valida per 1a durata fino al 15 settembre c.a., giorno in, cui lo strumentale deve essere già pervenuto a questa ammmistrazione. I pagamenti saranno effettuati nel modo seguente: 1) Lire duemila già versate -Lire mille prezzo convenuto per gli strumenti vecchi, 2) Lire tremila a fine mese di maggio 1934, 3) Lire tremila a fine mese di settembre 1934, 4) Lire tremila a fine mese di maggio 1935, 5) Lire mille a fine Settembre 1935. Con osservanza. Il Podestà f.to Persia" Ed il comune tale lettera scriveva quando il contratto era già stato concluso e definito, anche in tutti i dettagli, e quando il comune aveva già versato Lire 2000= in conto e aveva fissato, di accordo col Caruana, in L. 1000= il prezzo degli strumenti vecchi, pure versati al Maestro Caruana. 
  
In data 4 settembre 933 poi, è l'attuale Podestà del comune che, ben conscio di quanto sopra, scriveva al Maestro Caruana: "Essendo al giorno 14 settembre e non vedendoci nulla arrivare, prego V. S. di voler sollecitare al più presto possibile quanto si è convenuto all'ordinazione degli strumenti musicali. In attesa. Il Podestà f.to Norcia. Questa la prima fase della pratica per la quale siamo costretti a ricorrere all'Eccellenza Vosfra e da cui risulta chiaro che il maestro Caruana voleva ritenersi tranquillo sui pagamenti, da parte del Comune, della merce cosi fornita. Sennonché, fin dalla scadenza del pagamento della prima rata, il Caruana anziché i quattrini vide giungergli, dal Comune di Balsorano, la seguente lettera: "n. 1478 di prot. datata l' maggio 1934 - Con riferimento alla lettera sopradistinta sono a pregare vivamente la S.V. perché la tratta di L. 3.000 sia fatta scadere al 30 giugno corrente anno, invece che a fine maggio detto anno, poiché sarebbe assolutamente impossibile, secondo calcoli preventivi eseguiti, poter provvedere al pagamento di essa alla fine di maggio. Sono certo che codesta ditta vorrà concedere questa breve dilazione la quale necessita ad evitare sgraditi contrattempi. In attesa di favorevole comunicazione, si ossequia. 
  
Il Podestà f.to illeggibile." E strada facendo le cose, purtroppo, peggiorarono fino a che in data 16 maggio 1935, il sig....., attuale podestà del Comune che, come notiamo avanti, al 14 settembre 1933, a corrente degli impegni assunti dal Comune stesso verso il Caruana, firmava "per il Podestà" la lettera scritta al ricorrente (vedi allegato n .3), diresse al Caruana una lettera, qui pure allegata e che non sappiamo definire e dovrebbe essere commentata con parole molti acri. (v. allegato 5). 
  
Con la lettera in questione e nonostante tutti i precedenti ricordati e documentati, si cerca di declinare ogni responsabilità del Comune e si pretende di affermare che unico obbligato verso il Caruana sia il civico concerto musicale, quasi che il Caruana fosse stato cosi dabbene da trattare con il detto civico concerto, che non ha una personalità giuridica propria e quindi non può obbligarsi, né può essere tratto in giudizio. E il maestro Caruana non è riuscito più ad avere un soldo, pur essendo passati cinque anni dalla fornitura e tre anni dal termine del saldo. Eccellenza, ogni altro commento crediamo doveroso lasciarlo nella penna, ora che scriviamo all'E. V. Dopo ben cinque anni, il maestro Caruana ha diritto a incassare quanto dovutogli e incassarlo dal Comune con il quale trattò e che si obbligò verso di lui, per ottenere gli strumenti musicali, che avessero allietato la cittadinanza di Balsorano. 

 

Testi tratti dal libro La Banda musicale 

 

 


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