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Nel dopo terremoto del 1915
Testi a cura di Giovanni Tordone  maggiori info autore

 

Da un gruppo di appassionati e volenterosi sostenitori della banda, nel 1927, viene chiamato a dirigere il locale concerto musicale il maestro compositore Manfredo Siciliani, diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, cittadino di questo Comune, già prestigioso direttore di alcune ed affermate bande della provincia di Roma, del quale parleremo più diffusamente nella seconda parte di questa pubblicazione. Egli, benché non retribuito dal Comune, riorganizza la banda sorretto dalla benevolenza della popolazione e dal notevole apporto di nuovi elementi che porta con sé dalle bande da lui dirette in precedenza. In tale circostanza emerge tra i bandisti la figura di Temistocle Siciliani, detto "Mestecùcce", fratello del maestro e virtuoso suonatore di bombardino (Flicorno baritono), che si rivela un vero genio della "Cavatina" del Barbiere di Siviglia. Dalla voce possente ed armoniosa, di agilità straordinaria, dalle labbra di ferro, Temistocle, che di professione faceva il calzolaio, era dotato di una tale resistenza alla fatica che gli consentiva di suonare per ore ed ore di seguito senza alcuna pausa. 
  
Manfredo Siciliani, pur tra mille difficoltà, riesce a riorganizzare un decoroso complesso musicale, con un repertorio lirico-sinfonico di tutto rispetto, riscuotendo un grande successo nei molti paesi della Marsica, delle province di Roma e di Frosinone. L'anno precedente ricorreva il settimo centenario della morte di San Francesco e per i cittadini di Balsorano, devotissimi al Santo, era inconcepibile festeggiare l'evento senza la presenza della banda locale. Fu deciso, pertanto, di rinviare la solennità di un anno per consentire alla banda di prepararsi in maniera appropriato. Era il periodo dei trionfi della banda musicale di Gessopalena diretta dal maestro Domenico Valenti,soprannominata "Diavoli Neri" e per procedere ad raffronto sulle buone qualità raggiunte del complesso musicale locale essa venne scritturata per la vigilia ed il giorno della festa. 
  
Ed il 3 e 4 ottobre la banda di Manfredo Siciliani, negli intrattenimenti serali resse il confronto con enorme impegno e abilità, secondo il giudizio unanime di esperti e competenti musicofili venuti per l'occasione anche dai paesi vicini e lontani. A chiusura delle manifestazioni, sul piazzale antistante il convento di San Francesco, sfarzosamente illuminato con lampioni ad acetilene della locale ditta Aristide Fantauzzi, le due bande unite, dirette dal maestro Siciliani, suonarono la Marcia Reale tra il tripudio della cittadinanza in estasi. Agli inizi di novembre mentre il maestro ed i bandisti sono impegnati nel programma dell'anno seguente, il settarismo del potere politico locale costringe Manfredo Siciliani all'abbandono. Se ne torna, cosi, nella provincia di Roma dove viene accolto a braccia aperte. Ora la banda di Balsorano è da considerarsi definitivamente affossata e per tre anni in paese non si ode suonare una nota. 
  
Non la pensa cosi il commissario prefettizio Miadonna, subentrato alla settaria amministrazione comunale, il quale con propria deliberazione n.83 del 16 ottobre 1931 adotta il seguente provvedimento: "Visto che è vivissimo desiderio di tutta la popolazione far risorgere nuovamente la scuola musicale che, mentre aveva raggiunto importante perfezione, fu nel 1923 soppresso più che per ragioni di bilancio per questioni politiche e personalistiche locali". Considerato che il popolo di Balsorano è appassionatissimo della musica ed in considerazione che anche dai paesi limitrofi possono affluire allievi a frequentare la scuola musicale di Balsorano. Considerato che per effetto di tale scuola questo Comune pub avere degli ottimi musicanti rendendosi cosi contenta questa industriosa popolazione. 
  
Considerato che per le condizioni economiche del Comune, che andranno a migliorarsi con il ricavato della vendita del nuovo taglio del bosco "Casalicchio" e "Vallone di Muzio", ammontante a lire 100.000 circa, può , per ora, limitarsi il contributo del Comune a sole lire 3.000 per il venturo anno 1932, salvo a ripetersi in conformità negli anni seguenti - omissis - delibera di assegnare alla istituenda scuola musicale di Balsorano la somma di lire 3.000 per l'anno 1932 salvo a provvedersi in seguito in conformità. Iscrivere nel bilancio del 1932 la somma di L.3.000 per l'oggetto sopraindicato. L'anzidetta deliberazione non fu, però, approvata dalla prefettura : ed il nuovo commissario, succeduto al dr. Mia." donna, ripropose il deliberato con atto n. 15 del ': 2 aprile 1922, identico al primo nel contenuto e : nel testo, e questa volta la G. P. A. presieduta proprio dall'ex commissario Miadonna, espresse pieno accoglimento. 
  
Questo alto e solerte funzionario prefettizio fu sostituito alla guida delle sorti del comune sia perché non gradito ad un gruppo di maggiorenti del paese sia per il fatto che mostrava troppa intraprendenza nei fatti privati della gente. Si racconta che riuscì finanche a combinare il matrimonio tra un suo pupillo portato al seguito, con una ricca ereditiera del posto. Dal gruppo dei maggiorenti si reclamava la nomina di un podestà locale. Tra questi vi era anche l'arciprete, uomo irreprensibile e di grande cultura il quale, però, non aveva buoni rapporti con il padre guardiano del convento dei frati minori. E detto monaco, astutissimo e perspicace in ogni sua determinazione, godeva del privilegio di essere buon amico del prefetto perché ufficialmente ritenuto suo consigliere spirituale. 
  
All'epoca frequentava il convento francescano un distinto e devoto ufficiale dell'esercito di stanza a Teramo, il quale amava trascorrere i periodi di riposo a S. Vincenzo Valle Roveto Superiore, suo paese natio. Per affrettare la nomina di uno di loro, i maggiorenti locali invitano sul posto il segretario federale e, durante la cena, viene fuori anche il nominativo: è un professionista molto stimato dalla popolazione per via, anche, dell'attività che svolge. Il federale assicura il suo impegno e dà per certa la nomina ma il prefetto è di tutt'altro parere; infatti, dopo qualche giorno, assegna la carica di podestà di Balsorano all'ufficiale amico e protetto del padre guardiano del convento dei frati! Ma già la banda aveva ripreso a funzionare sotto la direzione del maestro Benedetto Tatangelo, tant'è vero che con deliberazione n. 118 del 31 dicembre 1931 il commissario prefettizio liquida al predetto maestro la somma di lire 400 per prestazioni riferite alle solennità civili 23 marzo, 21 aprile e 7 giugno di quell'anno. 
  
Con la disponibilità di lire tremila annue, il concerto musicale locale poteva guardare all'avvenire con fiducia e tranquillità. Il podestà Persia prese molto a cuore le sorti del complesso e con propria deliberazione n. 28 del 9 giugno 1932 avente ad oggetto: Regolamento scuola di musica: omissis - stabili: Visto che il miglior modo per il funzionamento della scuola di musica sia quello di destinare L. 1.500 al maestro e L. 1.500 per il mantenimento del locale, acquisto di attrezzi e di qualche strumento musicale per gli allievi poveri. Considerato che per l'esiguo compenso non può nominarsi un insegnante di musica regolarmente diplomato. Considerato che il sig. Tatangelo Benedetto, direttore del piccolo concerto musicale balsoranese, ha capacità sufficientissima ed attitudine per l'insegnamento, avendone già più volte dato ampia prova per il passato; 
  
Considerato che è necessario un regolamento per il funzionamento della scuola musicale - delibera approvare il seguente regolamento per l'istituenda scuola musicale di Balsorano. 
1 - E' istituita nel Comune di Balsorano la scuola musicale alla quale possono essere ammessi tutti i cittadini senza pagamento di alcuna tassa. 
2 - E' nominato insegnante il maestro Tatangelo Benedetto, Direttore del Concerto Musicale di Balsorano con lo stipendio annuo di lire 1.500 da corrispondersi a mensilità posticipate. 
3 - il Comune si riserva la facoltà di revocare detto incarico quando le esigenze lo renderanno necessario, senza l'obbligo di notificare le cause purché ne dia avviso due mesi prima. 
4 - con le rimanenti lire 1.500 si costituisce un fondo speciale per il mantenimento della scuola stessa, acquisto di arredi, suppellettili, carta da musica, cancelleria ed altri attrezzi indispensabili ecc.; di esse se ne renderà conto ogni fine d'anno, conto che sarà approvato e liquidato dal Podestà con speciale deliberazione. 
5 - per essere ammessi occorre farne domanda diretta al Podestà, alligandovi certificato di nascita dell'allievo. 
6 - all'atto della iscrizione il padre dell'allievo o che ne esercita la patria potestà dovrà obbligarsi con atto scritto di far frequentare regolarmente al figlio la suddetta scuola musicale ed in caso di abbandono definitivo dovrà pagare per la scuola fatta una somma in ragione di lire trenta mensili. 
7 - ogni allievo ha l'obbligo della frequenza ed ogni assenza sarà giustificata dal padre o da chi ne fa le veci al maestro preposto. Ad ognuno di essi l' Amministrazione fornirà carta da musica e tutto quanto altro occorrerà per l'insegnamento la cui spesa sarà prelevata dal fondo di cui all'art.4. 
8 - le lezioni saranno impartite in locale appositamente preposto, rispondente a tutte le esigenze igieniche, in tutti i giorni meno i festivi dalle ore 16 alle ore 18 durante i mesi estivi e primaverili e dalle 14 alle 16 durante i mesi invernali. 9 - l"Amministrazione fornirà agli allievi anche lo strumento musicale. 
  
Di detta consegna si redigerà un verbalino col quale il padre o chi ne fa le veci, si dichiarerà direttamente responsabile della buona manutenzione di esso ed in caso di guasto, rottura o smarrimento, ne dovrà rispondere della spesa relativa e del costo dello strumento stesso". Il maestro Benedetto Tatangelo è un ottimo e paziente insegnante di musica; conosce e sa suonare tutti gli strumenti musicali, a partire dall'ottavino fino ai bassi e alla cassa. Suggerisce al Comune di acquistare diversi strumenti per gli allievi più meritevoli, ma qualcosa di poco rassicurante per lui incomincia a circolare nell'aria; corrono le voci che il Podestà vuole la ricostituzione di una grande banda da giro.
 

Testi tratti dal libro La Banda musicale
 

 

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