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I Procuratori del Santuario
Testi a cura di Tullio Sante  maggiori info autore
Il procuratore del Santuario e una figura carismatica, un laico impegnato con doti morali e religiose necessarie per ricevere il mandato. Tra il 1870 e il 1890 fu procuratore del Santuario TULLIO RAFFAELE, che amplio le cappelle principali del Santuario, ovvero quella della Madonna dello Spirito Santo e di San Michele Arcangelo. Fece ridipingere dal pittore sorano Giacchetti Costantino le immagini di San Michele (copia del famoso artista Guido Reni), della Madonna Addolorata, di San Giuseppe e di Sant'Antonio di Padova. Quest'ultimo a causa della forte umidità, e andato distrutto e sostituito con l'attuale quadro in ceramica. In ultimo quello posto nel fuoco comune il quale simboleggiava il Purgatorio; inoltre questo quadro fu commissionato dalla fratellanza Luchese allora molto numerosa. 
  
Dal 1891 fino al 1913 fu procuratore ALFONSO CIANFARANI il quale abbellii con intonaci e stucchi le varie cappelle sia dentro che fuori la Grotta, miglioro l'ospizio dei pellegrini, invito il maestro FABIANO BLASETTI nell'anno 1894 a scrivere una memoria sulla Grotta di S. Angelo, non esistendo ancora una storia scritta. Questa, anche se trattasi di una leggenda medievale e senza nessun riscontro ufficiale, ha reso al Santuario un servizio che i secoli e la pia credulità hanno conservato fino ai giorni nostri. Nel 1910 Cianfarani invito Achille Lauri a scrivere una monografia sulla Grotta di Sant'Angelo con i primi riferimenti scritti sugli esercizi spirituali, con i primi regolamenti per gli eserciziandi e con le prime immagini fotografiche riprese durante gli esercizi. Il compilatore, nel suo volumetto, cosi dedica il suo lavoro: Al Cavaliere del lavoro Alfonso Cianfarani che solere intende Alla conservazione della Grotta di S. Angelo luogo di poesia. sublime pel credente, pel geologo e per l'artista.
  
Nel 1914 dopo la sua morte, fu nominato procuratore il figlio FRANCESCO che pero non avendo trovato un accordo con il Rettore, lascio subito l'incarico. Da11915 a causa del tremendo terremoto del 13 gennaio che devasto tutta la Marsica e la Valle Roveto, anche il Santuario di Sant'Angelo subì le conseguenze dell'immane sciagura, accelerando una triste decadenza gia in atto a causa della mancanza di un procuratore. I procuratori che seguirono negli anni successivi anche se animati da tantissima buona volontà, non riuscirono a fare molto: primo a causa della carestia del dopo terremoto e secondo per colpa della grande guerra. Queste tristi circostanze non permettevano di pensare al restauro del Santuario e con tali dolorosi fatti solo pochissimi fratelli seguitarono a raccogliersi nel Santuario per gli esercizi. I procuratori fino al 1941 furono VENDITTI MICHELE, NORCIA PIETRO e BIFOLCHI DIODATO. Nel 1941 inizio la rinascita del Santuario per opera del nuovo procuratore ANTONIO TROIANI: dal momento in cui il Parroco Rev. Don Antonio Macciocchi gli affido le chiavi ufficialmente, a S. Angelo non si perse più tempo. 
   



Profilo del Procuratore TROIANI ANTONIO 
 
Antonio nacque a Balsorano il 12.12.1904 da una famiglia di agricoltori onesti e laboriosi. I genitori, dotati di un profondo attaccamento alla Chiesa, diedero ai loro figli, fin dalla loropiù tenera eta, una educazione di vera e sentita religiosità. Antonio fu impegnato continuamente nel servizio della Chiesa e dei fratelli, prima come chierichetto, poi come fratello della Arciconfraternita della Madonna Addolorata ed, in seguito, come Priore per diversi anni. Nel 1941 divenne procuratore del Santuario di S. Angelo per incarico del Parroco del tempo Arciprete Don Antonio Macciocchi. Non era certamente un compito facile e per tanti motivi; primo fra tutti, le pessime condizioni in cui era ridotto il Santuario: l'ospizio non esisteva più, gli altari erano spogli, gli arredi sacri quasi inesistenti rotti o completamente laceri. D'altra parte non era facile trovare offerte o donazioni a causa della carestia che in quel periodo di guerra colpiva tutta la popolazione. 
 
La grande fede, l'amore verso la Madonna dello Spirito Santo, la grande devozione verso S. Michele Arcangelo fece sciogliere in breve tempo tutte le riserve che Antonio aveva espresso al parroco e, con grande volontà accetto l'incarico. Incomincio subito a mettersi al lavoro per riportare il Santuario all'antico splendore, avendo al suo fianco, come collaboratore Aristide Fantauzzi. Nel 1943 tutto l'entusiasmo veniva eclissato dalle tenebre della guerra, ormai giunta alle porte. In tale dolorose circostanze soltanto pochi affezionati fratelli seguitarono a salire lassù al Santuario per gli esercizi spirituali. Tuttavia molti balsoranesi, atterriti dai bombardamenti, si servirono di esso come rifugio insieme al parroco Don Antonio, per chiedere la protezione della Madonna e di San Michele Arcangelo. Il visibile intervento dei Santi protettori del pio luogo, restituì grande entusiasmo al procuratore. Nel 1945, subito dopo la guerra, l'arciprete di Balsorano don Antonio Macciocchi rinuncio, per malattia, alla guida della parrocchia. 
  
Proprio nei mesi che seguirono l'investitura del nuovo parroco, il procuratore, consigliato dai Padri Francescani Vittoriano Pestilli e Tito Orsini, religiosi del convento San Francesco di Balsorano, avanzo domanda di risarcimento per i danni di guerra subiti dal Santuario. Frattanto, nello stesso Convento ritorno Padre Enrico Iacovitti, figlio spirituale di Sant'Angelo. Il procuratore, che aveva incominciato l'opera di ricostruzione con i primi "sassolini" delle offerte raccolte, ma soprattutto con la fede e la riconoscenza verso la Madonna, si senti rinfrancato perché, conoscendo le capacita materiali ma soprattutto spirituali di Padre Enrico comprese che il Santuario non era più solo, ma che aveva due "Santi protettori". 
 
Tuttavia le difficoltà non furono poche e la pratica per la ricostruzione dell'ospizio ebbe bisogno di lunghi anni per essere conclusa. Finalmente, nel 1949, fu stanziata la prima somma per i lavori di ricostruzione. Pero all'ultimo momento, si dovettero superare altri ostacoli, poiché la legge per la ricostruzione e i risarcimenti dei danni bellici non contemplava i Santuari e, all'atto di registrazione per avere i fondi, mancava il proprietario dello stabile. Si perse altro tempo, ma la divina provvidenza, l'impegno costante di Padre Enrico e la grande volontà del procuratore portarono a compimento le varie pratiche e il giorno 8 del lontano maggio 1950, proprio il giorno dedicato alla festa di San Michele, salirono alla Grotta di Sant'Angelo i funzionari del Genio Civile e l'impresario Cesarini di Civitella Roveto, che doveva eseguire i lavori. Da quel giorno, Padre Enrico venne ufficialmente nominato Rettore del Santuario di Sant'Angelo con decreto del 31 marzo 1951 dal Vescovo diocesano Mons. Michele Fontevecchia. 
  
Il procuratore, cosi ebbe più possibilità per muoversi, poiché il suo diretto superiore nutriva gli stessi interessi e lo stesso entusiasmo. Esauriti i fondi stanziati, ma rimasta l'opera a metà ci vollero altri due lunghissimi anni per reperire i fondi necessari per la sopraelevazione del secondo dormitorio. In occasione dell'8 maggio l'impresa Di Cesare di San Vincenzo Valle Roveto porto a termine tale sopraelevazione anche se la copertura in lamiera era provvisoria, non essendo sufficienti i fondi raccolti per la copertura definitiva. 
La direzione e la guida di Padre Enrico ed il lavoro saggio e tenace del procuratore, fecero tornare l'entusiasmo ai fratelli eserciziandi che tornarono sempre più numerosi: da Balsorano, dalla Marsica, dalla Valle Roveto, da Campoli Appennino, da Sora, da Isola del Liri, da Fontechiari, da Atina, da Arpino ecc. Inoltre, furono ricomposte le compagnie guidate dai maestri dei novizi: era veramente commovente vedere arrivare i fratelli di anno in anno, sempre più numerosi! Nel ridestato senso di pieta, di fervore e di entusiasmo si unirono a collaborare con Troiani e Fantauzzi i fratelli Tuzi Beniamino, Rossi Luigi, Antonini Pasquale, Villa Felice e Villa Giuseppe, mentre si misero al servizio dei fratelli per la guida spirituale il Prefetto Troiani Luigi, il vice Baldassarre Daniele, il Crocista Tullio Pietro. 
  
Con i risparmi dell'amministrazione e le offerte dei fratelli, anche la soletta della sopraelevazione divenne realtà. Durante gli esercizi spirituali del mese di maggio del 1952, il Vescovo della diocesi Mons. Biagio Musto visito il Santuario e ne ebbe un'ottima impressione tanto da esortare, nella Omelia della S. Messa, Padre Enrico e il procuratore a continuare l'opera di ricostruzione materiale e spirituale del Santuario, tanto caro a tutti i fratelli eserciziandi. Ne11953, durante gli esercizi spirituali del mese di maggio il Vescovo di Alatri, Mons. Edoardo Facchini, sali a Sant'Angelo, essendo impedito il Vescovo diocesano, per aprire il quarto centenario della Madonna dello Spirito Santo. 
  
I lavori di ristrutturazione non erano ancora finiti e il Vescovo fu felice di adattarsi a dormire in un letto allestito modestamente dal procuratore. I fratelli, numerosi e festanti, vollero ringraziare solenlennemente la Madonna per la gioia di aver avuto a disposizione per la riconciliazione con Dio sua Ecc.za il Vescovo, il quale ne rimase commosso. Nella giornata conclusiva degli esercizi spirituali, due fratelli di Balsorano, Ruggieri Ennio e Fantauzzi Alfonso ritrassero la vita degli esercizi e ne risulto un filmino veramente interessante. Nel 1954, i lavori all'ospizio furono ultimati. Gli esercizi spirituali si celebrarono con particolare solennità con la benedizione del mosaico della Madonna dello Spirito Santo, fatto costruire dalla Scuola Vaticana, per sostituire l'affresco nella Grotta. Per la circostanza, le donne di Balsorano raccolsero l'oro da fondere per realizzare le corone della Madonna dello Spirito Santo e del Bambino Gesù. 
  
I fratelli ebbero anche la novità della mensa comune che riprese a funzionare dopo tanti anni di inattività: per l'occasione fu presente anche il presidente della POA Padre Raffaele Bidetti. I dormitori furono dotati delle brande di tipo militare. Ultimati i lavori al Santuario, comincio l'opera di ricostruzione della strada che, da Balsorano porta al Santuario. Fu un'opera colossale, realizzata dal comune e dal Corpo Forestale con a capo il Maresciallo Aniello De Marino. Da un fosso quasi impraticabile divenne una bellissima e panoramica strada di montagna, per la gioia e la contentezza di tutti, specialmente dei più anziani. Durante gli esercizi spirituali del maggio 1956, dal Rettore Padre Enrico veniva nominato economo del Santuario e quindi collaboratore del procuratore il fratello De Benedictis Basilio, originario di Campoli Appennino, ma sposato a Balsorano ed ivi residente. 
  
Nel 1957 il giorno 5 maggio ebbe luogo l'inaugurazione ufficiale del Santuario, risorto come per miracolo. Fu celebrata la festa di ringraziamento al Corpo Forestale per i tantissimi lavori svolti. Intervennero il Vescovo Mons. Edoardo Facchini, il Provinciale dei Frati Minori d'Abruzzo Padre Amedeo Marini, l'Ispettore Generale della Forestale De Martino, l'On. Arnaldo Fabriani, il Sindaco di Balsorano sig. Antonio Laurini, Ufficiali e Militi del Corpo Forestale, le Autorità Religiose e Civili locali e migliaia di pellegrini. In quella memorabile giornata fu innalzato il nuovo Crocifisso lungo il Vallone, furono benedette le nuove campane e le targhe di bronzo della Via Crucis, fuse dalla ditta Marinelli di Agnone (CB) e donate dalle famiglie dei fratelli del Santuario. Tutta Balsorano quel giorno fu in festa, ma la gioia più grande fu sentita dai realizzatori di tutta quell'opera di ricostruzione e realizzazione: "Zio Antonio e Padre Enrico". 
  
A chiusura degli esercizi spirituali di quell'anno, cosi ricco di avvenimenti, circa duecento fratelli furono ricevuti in udienza speciale da1 Santo Padre, Sua Santita Pio XII, al quale fu donato un album ricordo del Santuario di S. Angelo: le foto furono donate dal fotografo Giovanni Tordone di Balsorano. La rinascita del Santuario di Sant'Angelo fu il trionfo dello spirito e molti fratelli poterono ravvicinarsi a Cristo Gesù, vera gioia. In seguito continuo ogni anno l'opera di ricostruzione ed abbellimento del Santuario per opera dell'instancabile procuratore Antonio Troiani. Tante altre opere furono compiute: dai servizi igienici all'impianto di illuminazione, dall'impianto idrico che raccoglie le acque piovane per portarle nella cisterna per il servizio della mensa, ai lavandini in cemento. 
  
Nel settembre del 1965, il procuratore fu colpito da un grave lutto familiare, perdendo la sua adorata signora Erminia. Questa scomparsa non affievolì il fervore per il Santuario, anzi lo rinforzo ancora di più: non avendo più vicino la compagna di vita, il suo scopo principale divenne la cura di Sant'Angelo. Negli esercizi spirituali del maggio 1967, aumento ancora il gruppo dei collaboratori con Villa Nazzareno e Tuzi Otello. Alla morte del Prefetto Luigi Troiani, divenne Prefetto Baldassarre Daniele di San Giovanni Vecchio, vice Fantauzzi Benedetto. Furono eletti i seguenti Maestri dei Novizi: per Balsorano Troiani Emidio, Per Collelongo Mancini Crescenzo, Pisegna Olindo, Mariani Giuseppe, Cesta Incani Giovanni, per Ortucchio D'Agostino Francesco, per Morrea Corradi Armando, per Campoli Appennino Cirelli Pasquale, per Arpino Fantauzzi Vincenzo, per Ridotti Perruzza Salvatore, per Roccavivi Sabatini Michele e per Morino D'Amico Antonio. Nel 1968, nel mese di marzo, mori Padre Enrico e il Santuario perdette il pilastro principale della ricostruzione. Egli stesso, infatti, si considerava come un dono della Madonna dello Spirito Santo. 
  
Esemplare come religioso volle riportare all'antico splendore e migliorare il Santuario cosicchè tutta la comunità cristiana potesse ritrovare, in quel luogo, il senso della preghiera e della santità. Il giorno 5 marzo del 1954 il Provinciale dei Frati Minori d'Abruzzo cosi scrisse al Reverendo Padre Enrico: "Abbiamo letto il suo dattiloscritto: Il Santuario di S. Angelo presso Balsorano Leggenda - Storia Sviluppo e non avendovi riscontrato nulla contro la fede e i costumi, concediamo volentieri il nulla-osta per la stampa, formulando l'augurio che esso valga a riaccendere nell'animo di tanti uomini del nostro tempo, troppo distratti dal rumore del mondo e del desiderio dei beni terreni, l'amore alla preghiera e alla solitudine dove soltanto e dato ascoltare la voce del Signore. La Vergine Santissima e l'Arcangelo S. Michele benedicano questo suo lavoro e suscitino in tanti cuori quella fiamma che Ella ha raccolto semispenta ed ha saputo cosi bene rianimare". 
  
La fiamma riaccesa da Padre Enrico e Zio Antonio continua ancora a brillare in mezzo a noi e speriamo che divenga un fuoco che riscaldi anche i cuori dei nostri figli. Quanti lo conobbero e gli stettero vicino, lo ricordano sempre con le lacrime agli occhi, perché nel cuore dei suoi "Fratelli" accese, alta e confortatrice, la divina luce della carità di Cristo e della Madonna dello Spirito Santo. Con la morte di Padre Enrico, Zio Antonio accuso il colpo; ma, esortato anche dal Parroco di Balsorano, continuo il suo lavoro di raccolta da certosino senza conoscere stanchezza. 
 
Negli esercizi spirituali, del mese di maggio del 1969, l'economo Basilio de Benedictis chiamo il sottoscritto Tullo Sante a collaborare per la raccolta delle offerte e per animare il Santuario. Mi presento al procuratore il quale, commosso per la generosità dimostrata, m'accolse come un figlio e mi disse: "Caro Santino, per quello che fai per i fratelli e per il Santuario, la Madonna e San Michele ricompenseranno la tua famiglia cento volte tanto. Non ti stancare mai di servire: noi siamo anziani ed il Santuario ha bisogno di gente giovane". L'esempio del servizio era stato dimostrato dal procuratore a tutti i suoi collaboratori da sempre perché era ammirevole vederlo in movimento nel controllo che tutto funzionasse bene. Egli si metteva a tavola sempre per ultimo, dopo aver controllato che tutto era in ordine. Nel tempo libero dagli impegni di lavoro, il suo posto era l'angolo dell'altare della Madonna dello Spirito Santo, per pregare per i benefattori ed offerenti del Santuario. Le camere dei sacerdoti, durante gli esercizi, erano riservate solo a lui, per la sistemazione e la pulizia. Nel 1973 fu acquistato il gruppo elettrogeno per il servizio dell'illuminazione della Grotta e del fabbricato. 
  
Gli esercizi spirituali furono diretti da Padre Sebastiano O.F.M. del Convento S. Giuliano dell'Aquila. Nel 1974 fu ripristinato l'acquedotto con i tubi zincati, dal monte "Cautiglio" fino alla cisterna del Santuario; furono inoltre, acquistati dei candelieri dorati per l'altare della Madonna.dello Spirito Santo, furono riverniciate tutte le finestre del fabbricato. Gli esercizi spirituali furono diretti da Padre Nicola Di Pietro O.F.M. Nel 1975 fu acquistato il quadro in ceramica di S. Giuseppe e di S. Antonio di Padova dalle Ceramiche S. Bernardino dell'Aquila, poiché il vecchio dipinto dell'immagine non era più percettibile, in quanto l'umidità lo aveva rovinato. Furono restaurati la Cappella e l'Altare in travertino donato dalla famiglia Bucciarelli Eugenio di Balsorano; inoltre furono acquistati trecento nuovi piatti con il contributo dei fratelli: Pea Diodato, Tullio Antonio, Buffone Antonio, Antonio Troiani e De Benedictis Basilio. Gli esercizi spirituali furono diretti da Padre Nicola Di Pietro. 
  
L'Amministrazione fu composta dal procuratore Antonio troiani e l'economo De Benedictis Basilio. I collaboratori furono: Tullio Sante, Tullio Antonio, Villa Nazzareno, Pea Diodato, Pea Alessandro, Buffone Antonio, Tuzi Giorgio, Corsetti Livio, Villa Sante e Tuzi Otello. I dirigenti spirituali furono: il prefetto Baldassarre Daniele, il vice Fantauzzi Benedetto. Il lavoro più gravoso per il santuario e sempre stato il trasporto del materiale. Un volta c'era più possibilità di trovare i muli per il trasporto, perché c'erano tante famiglie che li avevano impegnati nelle ditte boschive o nei lavori dei campi. Oggi e cambiata la professione, perché quasi tutti hanno cercato il lavoro più sicuro e redditizio nell'industria e, per il Santuario e diventato difficile il trasporto del materiale, specialmente per il materiale da costruzione, come sabbia e cemento. Il procuratore, con il suo somarello mantenuto quasi esclusivamente per il servizio del Santuario, spesso per non accumulare tanto materiale, partiva da solo con il carico diretto al Santuario con la sola Corona del Rosario per compagnia. 
 
Con il passar degli anni, egli visse esclusivamente per il Santuario, abbandonando le attrattive del mondo. Non si vide mai nella piazza del paese, se non per chiedere qualcosa per il Santuario. Si sa che in quasi tutte le famiglie del paese si alleva il maiale, che macellato, viene confezionato e conservato per tutto l'anno: spesso quando andavamo al Santuario per i lavori di manutenzione (che non mancavano mai), egli provvedeva per il vitto senza spendere niente. Infatti portava salsicce, prosciutto, uova fresche, coniglio, verdure e frutta senza far mai mancare il bicchiere di vino. Con i suoi collaboratori, gli piaceva raccontare la storia del Santuario in modo che ognuno la sapesse. 
  
Nel 1976 fu acquistato il quadro in ceramica del Santo Sepolcro dalle ceramiche S. Bernardino dell'Aquila; fu ripristinata la Cappellina tra il fabbricato e il fuoco comune, furono acquistate, da parte dei fratelli di Collelongo, venti posate complete, uno scolapiatti per la mensa comune offerto dalla famiglia Martinelli Giovanni e furono acquistati quattro candelieri votivi per le candele dall'amministrazione del Santuario. Gli esercizi spirituali furono diretti da Padre Claudio Bottini O.F.M. con l'amministrazione al completo, come l'anno precedente. Nel 1977 il nuovo parroco di Balsorano e Rettore del Santuario Rev. Don Riccardo Stallocca diresse personalmente gli esercizi spirituali di maggio, rimanendo commosso nel vedere con quanta fede e quanto amore i suoi parrocchiani seguivano quegli esercizi. 
  
L'amministrazione e i dirigenti spirituali erano gli stessi dell'anno precedente. Nell'anno 1978 furono acquistati i materassi a molle con i relativi cuscini per 280 posti letto per il conforto di tutti i fratelli. La spesa per l'acquisto dei materassi e i cuscini fu affrontata con il denaro mandato da una signora panamense, la quale aveva raccolto il denaro per il Santuario su commissione del Rev.do Padre Reginaldo Tullio O.F.M. di Balsorano, missionario per vocazione, dal giorno del suo sacerdozio ma innamorato del Santuario di S. Angelo e della Madonna dello Spirito Santo. Gli esercizi furono diretti da Padre Mario Caccavalle Passionista con la stessa amministrazione e gli stessi dirigenti spirituali dell'anno prima. Padre Mario, nel salutare il Priore, il giorno della chiusura degli esercizi, gli disse: "Caro Zio Antonio continua sempre con pari zelo a custodire questo pio luogo, perché qui veramente ci si sente più vicino a Dio". 
 
Fu acquistato, sempre in ceramica dalla fratellanza di Collelongo, il quadro di S. Raffaele: l'amministrazione provvedette a costruire una cappellina a destra dell'ingresso della grotta per la sistemazione del quadro, per completare la presenza dei tre Arcangeli in seguito. Il procuratore se ne andò pellegrino in Canada, dove raccolse le offerte per acquistare anche il quadro di S. Gabriele, sempre dalle ceramiche S. Bernardino dell'Aquila con la scritta: dono dei cittadini residenti in Canada". La cappellina sistemata nella parete del fuoco Comune, vicino alla Grotta, fu realizzata dall'amministrazione del Santuario. Nel 1979 gli esercizi spirituali furono diretti da Padre Daniele del Bove Passionista; mentre l'amministrazione aumentava di Margani Antonio e quella spirituale rimaneva quella dell'anno precedente. Durante gli esercizi spirituali venne in visita al Santuario Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Carlo Minchiatti, Vescovo della Diocesi di Sora - Aquino - Pontecorvo. In quell'occasione fu donato al Vescovo un quadro in tela dipinto dall'artista Balsoranese Giorgi Giovanni e raffigurante la Grotta di Sant'Angelo con un gruppo di fratelli che vanno incontro al loro Pastore.
  
Lo stesso Vescovo, nella parrocchia della SS. Trinità gremita di fedeli, il giorno 8 agosto del 1979 benedì l'affresco della Madonna dello Spirito Santo riprodotta su un pannello di cemento dall'artista balsoranese Paki Troiani. Gli esercizi spirituali del maggio 1980, diretti da Padre Lorenzo Tucci, francescano conventuale, ebbero la stessa amministrazione dell'anno precedente. Gli esercizi spirituali del 1981 furono diretti da Padre Anacleto Marulli. Priore Troiani Antonio, economo De Benedictis Basilio, segretario Tullio Sante, consiglieri: Tullio Antonio, Tuzi Giorgio, Pea Diodato, Pea Alessandro, Santoro Roverto, Villa Nazzareno, Corsetti Livio, Villa Sante, Margani Antonio. Dirigenti spirituali: prefetto Baldassarre Daniele, vice Fantauzzi Benedetto; maestri di novizi come gli anni precedenti. Il procuratore, per dare maggiore onore e venerazione al defunto Padre Enrico per tutto il lavoro svolto per il Santuario sia spiritualmente che materialmente e forse anche per rispettare la sua volontà mai espressa pubblicamente, decise di chiedere l'autorizzazione di traslare le spoglie mortali di Padre Enrico dal cimitero di Balsorano alla Grotta di Sant'Angelo. 
 
Nonostante le autorizzazioni della Curia Vescovile, del Parroco e Rettore del Santuario e del Provinciale dei Frati Minori d'Abruzzo, l'iter delle pratiche civili fu lungo e laborioso: ma "Zio Antonio" non si rassegna facilmente e anche questo fu realizzato. Il giorno l' maggio del 1982, alla presenza di molte autorità religiose e civili, la bara con i resti mortali di Padre Enrico fu portata prima nella Chiesa Parrocchiale per la concelebrazione della S. Messa, poi nella Chiesa Francescana per una veglia di preghiera. Concelebrarono la S. Messa il Vicario del Vescovo Mons. Carlo Ricciardi, il Ministro Provinciale Rev.do Padre Michele Di Loredo, il parroco Rev.do Don Riccardo Stallocca, Padre Graziano Basciano e Padre Celestino Canzio del Convento di S. Giuliano dell'Aquila e i Padri del Convento di S. Francesco di Balsorano. Un grazie particolare per tutta l'organizzazione di questo trasloco va al parroco e Rettore del Santuario don Riccardo. Partecipo commossa una enorme folla di fedeli di Balsorano e dei paesi vicini. 
 
La mattina del giorno 2 maggio i resti mortali furono trasportati tra due ali di fedeli commossi dal convento francescano alla Grotta di Sant'Angelo, con a capo "Zio Antonio" tutto soddisfatto il quale, ringra.ziava i santi protettori del Santuario per questa ricompensa data ad un suo figlio spirituale. Oggi le spoglie mortali di Padre Enrico riposano in un loculo nella Grotta fatto preparare da Zio Antonio. Durante gli esercizi spirituali diretti da Padre Annacleto Marulli fu ricordato Padre Enrico con una cerimonia funebre essendo presenti anche tutti i fratelli forestieri. 
 
Padre Annacleto, nella relazione degli esercizi del 1982, cosi scrisse: "Gli esercizi spirituali per soli uomini si sono svolti nei giorni 4-8 maggio, come per tradizione. Li ha diretti il sottoscritto che riferisce. Quest'anno e stato notato maggior interesse spirituale ed impegno logistico, dato anche il numero maggiore degli intervenuti: primo giorno solo venti; quindi in aumento, sino a trecentosessantotto nella serata del giorno 7, vigilia della festa di S. Michele. I giovani presenti hanno dato buona prova e interesse nella usuale e tradizionale pratica degli esercizi. 
 

Testi tratti dal libro Il Santuario di Sant'Angelo
 
 

 
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