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Origine del Santuario
Testi a cura di Tullio Sante  maggiori info autore
Il Santuario e antichissimo: la prima menzione ufficiale della Grotta e data dalla bolla papale del 1296 e firmata da Papa Bonifacio VIII. Una copia della pregiata bolla viene conservata all'interno dell'ospizio e precisamente nel refettorio; inoltre questo documento storico fu ritrovato dallo studioso Rovetano Mons. Don Gaetano Squilla nel 1955 negli archivi Vaticani. 
  
Ecco la traduzione in italiano della bolla di Bonifacio VIII: "Bonifacio vescovo, servo dei servi di Dio, al Venerabile fratello Nicola, Vescovo Sorano salute ed Apostolica benedizione. Poiché dall'ufficio di apostolato a noi dato deriva l'universale cura della Chiesa e di tutti i monasteri per quanto riguarda quei danni che nei loro beni vengono a soffrire a causa della trascuratezza o della cattiveria dei Ministri e di altre persone che vi abitano, a noi spetta il provvedimento preparare il rimedio per mezzo del quale possono essere risollevati quei danni. Dunque dal momento che, come abbiamo saputo la Chiesa di Sant'Angelo della Grotta di Valle Sorana (Balsorano), della tua Diocesi a te, secondo quanto si asserisce, immediatamente soggetta, e che fino ai nostri tempi fu per consuetudine un monastero di monaci dell'ordine di S. Benedetto, a causa della cattiveria e della trascuratezza delle persone addette fino ad ora nella medesima Chiesa all'amministrazione dei beni temporali e alla cura pastorale spirituale, sia stata molto abbandonata e non abbia più forma e si sa che sia per la molteplice dilapidazione in grave deperimento nel fabbricato, oltre alla molteplice alienazione e alla perdita di moltissimi beni, diritti, proprietà da parte della stessa Chiesa, beni che vengono usurpati da alcuni potenti e nobili di quelle parti, e neppure vi e speranza che possano essere recuperati per l'avvenire i beni alienati e perduti ad opera di coloro che attualmente rimangono nella stessa Chiesa, noi volendo in virtù del nostro ufficio provvedere in maniera salutare ed utile ad un momento tanto pericoloso della stessa chiesa, e nella ferma speranza che per mezzo tuo potranno i diritti della stessa. 
  
Chiesa, essere recuperati e difesi e che la medesima possa essere riportata allo stato di prima, con autorità apostolica concediamo, uniamo e congiungiamo in perpetuo -alla mensa vescovile sovrana la stessa Chiesa di S. Angelo con tutti i beni, i diritti, le proprietà, i proventi, le rendite e le sue appartenenze dovunque si trovino; vogliamo poi che siano somministrati alle persone che abitano nella Chiesa stessa dei proventi e delle rendite della medesima Chiesa, sia per il sostentamento e il vestire sia per le altre cose necessarie finche vivranno, i dovuti e soliti stipendi, e che tu e i Vescovi Sorani tuoi successori, che vi saranno pro tempore vi adoperiate con diligenza e sollecitudine al recupero dei beni, delle proprietà, dei diritti della Chiesa suddetta, nonostante si dica che Berardo, Vescovo di Palestrina, di santa memoria, legato allora della sede Apostolica di quelle parti, avesse conferito la stessa Chiesa al chierico verolano Pietro Sassono, che asseriva come fosse vacante, sebbene il detto chierico mai pote, da quanto si dice, avere il possesso di quella Chiesa, a patto pero che la Chiesa stessa non venga a mancare delle dovute cure e non sia trascurata in nessun modo la cura delle anime, se ve ne e l'obbligo. 
 
A nessun uomo adunque sia lecito per nessun motivo distruggere questa pagina della nostra concessione, unione e congiunzione o ad essa con temeraria audacia contraddire. Se qualcuno poi ardirà di tentarlo sappia che incorrerà nell'ira di Dio onnipotente e dei beati Pietro e Paolo suoi Apostoli. Dato in Roma presso S. Pietro, il 16 febbraio, secondo anno del nostro pontificato". Il documento e importantissimo perché ci da la prima data certa della Grotta di S. Angelo: fino a poco tempo prima di suddetta data la Chiesa di S. Angelo era un monastero dell'ordine di S. Benedetto. Da questa bolla papale inoltre possiamo desumere il fatto che il Santuario di S. Angelo sicuramente ha una storia molto antica ma che purtroppo noi non conosciamo. Seguono questa bolla papale tutta una serie di lettere pastorali relative al sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo secolo: i seguenti documenti sono conservati presso l'Archivio Vescovile della Curia di Sora in cui si fa riferimento al Santuario non più come un monastero, ma una Chiesa, un Santuario dove vengono svolte pratiche spirituali ascetiche e contemplative. A testimonianza di ciò riporto alcune lettere pastorali con la relativa traduzione italiana. 
 
Testi tratti dal libro Il Santuario di Sant'Angelo
 
 

 
 
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