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Sull'Altare della Memoria

PRESENTAZIONE 
di Armando Margani 
Sindaco di Balsorano 
  
Quanti sentimenti suscita la memoria! Sentimenti di rimpianto, di nostalgia, di profondo incommensurabile affetto. Sentimenti di pace e serenità, quando la nostra coscienza dà giustificazione alle nostre azioni, ma a volte si è investiti dai dubbi e dalle incertezze e ci chiediamo: abbiamo fatto tutto quanto si poteva fare? Abbiamo speso le nostre energie per evitare che il patrimonio più autentico dei nostri ricordi vada perduto nella notte della dimenticanza? È un momento, un attimo in cui tutto diventa chiaro: bisogna che la memoria torni sull'altare. Eravamo alla celebrazione del 2 giugno presso il monumento dei caduti nel Parco delle Rimembranze di Balsorano e tutto si svolgeva come sempre: la deposizione della corona, quale momento centrale della celebrazione, avveniva nel consueto, impeccabile allestimento della partecipazione civile, militare e religiosa e le note del "Silenzio" e del "Piave" segnavano i momenti più alti della generale commozione, ma qualcosa mancava, qualcosa rendeva la cerimonia incompleta. 
 
Mi accorsi che, tra tutta quella gente che partecipava alla manifestazione, non c'erano giovani. Era il giorno della festa della nostra Repubblica, il giorno più importante per la nostra nazione, ma era come essere ad una festa "di parte" : l'amore per la patria e il ricordo del sacrificio dei nostri padri erano, in quel momento, prerogativa di un popolo di soli adulti, essendo indifferenti al popolo dei giovani. Ed allora mi chiesi se avrebbero avuto un significato, tra qualche anno, quei nomi di martiri ed eroi scritti, con il sangue della loro vita, sulle lapidi del monumento; se sarebbe stata ancora valida l'intitolazione di piazze e strade del paese ai nostri illustri concittadini caduti in guerra per la nostra pace, ma soprattutto se ci sarebbe stato ancora chi, il 2 giugno, il 4 novembre, nella ricorrenza della festività del Santo Patrono, ecc. si sarebbe recato davanti a quel sacrario per rendere, con il cuore colmo di riconoscenza, il giusto omaggio ai Caduti. 
 
Ecco allora che bisognava "riportare la memoria sull'altare", ricordare e far capire a tutta la cittadinanza, giovani compresi, chi sono coloro che si sono immolati per ridare all'Italia i suoi "naturali confini", come disse il Re, durante la prima Grande Guerra o coloro che, civili e militari, in terre lontane o sulla loro terra, hanno dato la vita in quella Grande Tragedia che fu la seconda Guerra Mondiale. Da qui l'idea di una ricerca storica sulle vicende di vita e di morte dei nostri soldati, affidata alla chiara penna ed all'acuta indagine del nostro concittadino scrittore Giovannino Tordone, che ha saputo realizzare un'opera da cui traspare un preciso messaggio, rivolto soprattutto alle giovani generazioni: questa vita di oggi, vissuta nel benessere e nella libertà, è tale perché i nostri padri, i nostri nonni, hanno saputo soffrire, vivere di stenti, sacrificarsi e, in alcuni casi, morire nei trenta anni contrassegnati da guerre (oltre alle mondiali non dimentichiamo le guerre coloniali), terremoto e terribili epidemie, come la "Spagnola". 
 
Quando oggi vediamo nei telegiornali le immagini di bambini, affamati e sudici, che provengono dalle zone di guerra dell'Afghanistan, come non rivedere le condizioni di vita del popolo balsoranese che Tordone descrive all'interno della grotta di Sant'Angelo durante la Seconda Guerra Mondiale? Quando vediamo la reazione del popolo americano agli attentati dell'11 settembre ed il forte senso patriottico di quel popolo, quando vediamo partire oggi i soldati americani, inglesi e gli stessi italiani per proteggere l'intera umanità dal pericolo futuro del terrorismo internazionale, come non riandare con la memoria all'alto senso del dovere di difendere la patria ed alla fierezza di essere italiani che pervadeva i nostri soldati durante la Prima Guerra Mondiale? Una fierezza e un' integrità morale che commuove, come quella di Vincenzo Buffone, nostro concittadino, bersagliere, che cosi scriveva alla moglie, appena due mesi prima di essere dichiarato disperso in combattimento sul fonte del fiume Don, in Russia: "...ti penso la mattina, ti penso durante la giornata, ti penso la sera quando mi metto a dormire, naturalmente quando mi fanno dormire i russi, e ti penso durante la notte nel sonno, ti penso inoltre quando sono in combattimento, e non solamente a te penso, penso anche ai bambini, a mio padre e a mia madre, a tutta la mia famiglia. 
 
Come vedi non ti scordo mai, neanche nei momenti più critici. Oltre a tutto questo, quando mi trovo nei momenti critici, penso anche a Dio ed alla Madonna, che mi scampino dai pericoli, e vorrei che anche tu pensassi ai Santi affinché mi scampino dai pericoli e mi facciano un giorno tornare a casa sano e salvo e contento di aver difeso la patria e di aver compiuto il mio dovere..." E chi conosce la mia vicenda personale di orfano di disperso in Russia potrà ancor più capire la mia commozione! Questa ed altre toccanti testimonianze troviamo nel libro di Giovannino, che si inserisce in quella vasta attività di recupero e riscoperta della nostra cultura e delle nostre tradizioni che il nostro concittadino va realizzando da tempo. E questa Amministrazione comunale è ben lieta di promuovere le attività di valorizzazione della nostra storia e della nostra più autentica cultura, come, del resto, abbiamo fatto anche attraverso gli interventi posti a salvaguardia del patrimonio storico-architettonico del paese, dai lavori effettuati nel Santuario di Sant'Angelo (Acquedotto, cucina e bonifica del roccione) ai lavori di ristrutturazione della chiesa di Santa Maria dei Sassi in Ridotti, dagli scavi per il recupero del centro storico alla realizzazione del monumento all'alpino, dall'integrale lavoro di valorizzazione del parco delle rimembranze e della villa comunale, nell'ambito dei lavori concernenti l'arredo urbano del Capoluogo, di Ridotti e Selva, all'ampliamento e completamento dei cimiteri di Balsorano e Ridotti. 
  
È poi nostro intento poter, al più presto, iniziare i lavori di riattazione (con il rifacimento dei tetti di copertura in legno e coppi locali antichi, con la posa in opera degli infissi e la riscoperta del pavimento in ciottoli di pietra calcarea locale) del tempio della Madonna delle Grazie, risalente al XII' secolo, nonché della Torre Romana del 1° sec. A.C., nostri scrigni di storia situati sulle rive del fiume Liri. E ciò sarà possibile in quanto tali opere sono incluse in quell'importante finanziamento di complessive E. 58 miliardi e 500 milioni di cui al Programma di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile nel Territorio (P.R.U.S.S.T.), per la realizzazione di opere pubbliche e private, e per le quali sono già state avviate le prime procedure di progettazione, che vedranno altresi la realizzazione di un bacino lacustre che avrà un grande valore naturalistico, una pista ciclabile fino ai confini con i Comuni di Sora e San Vincenzo Valle Roveto; una pista di avvicinamento ai pascoli montani (Cornarello-Diuna-Pratone), con il collegamento al santuario di Sant'Angelo; il recupero del centro storico,  e dei resti della chiesa parrocchiale della Santissima Trinità, dell'Arco di san Martino, dell'Edificio Comunale e delle botteghe artigiane lungo Corso De Caris; il restauro conservativo del Castello con ampliamento della capacità ricettiva (intervento questo che rientra nella incentivazione privata del progetto integrato); una riserva di circa 8 ettari per cervi, caprioli e camosci, con un vasto piazzale centrale dove i visitatori potranno ammirare la bellezza di questi animali in libertà; un giardino botanico verso il lato nord del castello. 
  
Mi scuseranno i lettori se la deformazione professionale di pubblico amministratore mi porta spesso a guardare avanti, anche a rischio di deviare dal tema. Ma spero sia compresa la buona fede di chi amministra la cosa comune per realizzare il bene comune. Come spero possa essere cosa gradita alla cittadinanza balsoranese l'omaggio che l'Amministrazione comunale vuol fare di questo libro ad ogni famiglia, affinché la fiaccola del nostro amore arda sempre sull'altare della memoria dei nostri soldati e possa essere d'invito a fornire sempre maggiori informazioni sulla materia della pubblicazione che non ha certamente pretesa di essere completa e definitiva. 
 
 

 
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